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| FALERONE, ALT.
433 m. Siamo nel 90 a.C. ai piedi del Monte Falarinus: gli abitanti di Falerone sono schierati con l'esercito italico guidato da Gaio Vidacilio, Tito Lafrenio e Publio Ventidio contro le truppe romane di Pompeo Strabone. Il combattimento è strenuo, alla fine i romani volgono in fuga. Falerone entra nella storia, o meglio Falerio Picenus già esistente fin dal 29 a.C. E' un importante centro trovandosi alla confluenza di strade che conducono a Fermo, Urbisaglia e Ascoli. Nel 765 ospita il Gastaldato longobardo alle dirette dipendenze del Ducato di Fermo. Subisce le invasioni barbariche. Nel Medio Evo torna a risorgere stavolta però più i alto, su di un colle dove è migliore la difesa. Agli inizi del 1500 Oliverotto e Ludovico Euffreducci, signori di Falerone, cercano di imporre la loro signoria su Fermo. Tentativo finito nel sangue. |
![]() Teatro Romano |
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Quest'oggi siamo tra i Comuni della media
Val di Tenna, sulle tracce più antiche della regale Roma e della Farfa medievale. Partenza da P.S. Giorgio e prima tappa a Piane di Falerone. Superata Fermo e ridiscesi verso la piana, prendiamo per la "provinciale" Girola. Di fronte l'ampio arco dei Sibillini; da una parte e dall'altra le colline punteggiate dai piccoli centri urbani. |
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| Torniamo al di là del Tenna
scorgendo dinnanzi a noi la chiesa di San Filippo, appartenente al comune di Magliano, e nata come mausoleo
dell architetto Carducci. Continuiamo sulla "faleriense", superando prima
la popolosa zona di Piane di M. Giorgio;
il suo importante ippodromo, il San Paolo capace di aggregare migliaia di persone per una
"tris" estiva, le ville Bellavista e Passeri-Ganucci. All'ingresso di Falerone, oltre il vecchio ponte della ferrovia, nei primi anni '60 emersero i resti di una necropoli; accanto agli scheletri, tornarono alla luce vasellami ed armi. Prendendo a destra, imbocchiamo il vialetto che porta all'antico teatro romano. E del primo secolo a.c. (perimetro m. 82,50). Salendo verso il paese antico, si incontra San Paolino (XIII sec.), stupenda e solitaria chiesa incastonata tra il verde di abeti e pini. Severo lo stile romano-gotico che la contraddistingue: sotto la cella campanaria una preziosa bifora. Il paese declinante è nato da due nuclei fortificati. Saliamo al "Monte", lasciando l'auto in largo Marconi e proseguendo per corso Garibaldi. A destra, l'attuale sede del Municipio, il nobile palazzo Emiliani, e la chiesa parrocchiale. Si scende un poco e siamo in pieno 1400. Al centro della piazza un pozzo, da un lato la grandiosa chiesa di San Fortunato, iniziata alla fine del Duecento, ricca di un antico portale del 1440, della statua lignea del Santo e di una tavola di V. Crivelli; dall'altro, la stupenda quattrocentesca Loggetta dei Mercanti (Quattrocento). Poco più in là, all'interno della scuola media, visitiamo il Museo archeologico "Antiquarium", alcuni pezzi del quale sono stati inviati al Louvre di Parigi e nei Musei vaticani. E continuiamo a scendere, per poi compiere il giro delle mura a ponente, con le tante piazzette e slarghi che in estate accolgono le "veglie della Nzegna": la memoria del tempo agricolo che fu. Prima di andarcene, dirigiamo verso Sant'Angelo in Pontano. Perché a metà strada, in campagna, sorge la duecentesca chiesa rurale di Santa Margherita dal gran rosone gotico sulla facciata, protetta da abeti e cipressi, con accanto il gruppo in pietra raffigurante la Madonna di Loreto col triregno e Bambino. |
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