wpeC.jpg (15877 byte)

 Bar020.gif (1149 byte)

francavilla1.jpg (32953 byte) FRANCAVILLA D' ETE, ALT. 224 m.

Nella storia il paese trova la sua importanza per la posizione strategica che occupava sulla strada tra Fermo e Urbisaglia. Secondo alcuni storici le origini del borgo fortificato risalgono al 1140 quando i servi dei conti Gualdrama e Montirone (località poco distanti) fuggirono dai loro padroni per riunirsi sul monte Tiziano e dare origine al libero (franco) agglomerato. Nel 1385 perde la sua libertà per mano del capitano di ventura Averardo della campana. Fermo riscattera il Castello pagando una forte somma: 3000 ducati. L' 11 settembre del 1863 viene aggiunto al nome di Francavilla la specificazione d'Ete, dal vicino fiume omonimo.

Se il sole è con noi, adesso compiremo il più suggestivo tratto di strada che possa esserci nei dintorni.

Passiamo accanto all'antico centro di Alteta e seguiamo l'indicazione per Montegiorgio. Dopo 6/7 chilometri raggiungiamo la periferia di Francavilla. A sinistra una caratteristica villa di campagna e la chiesa rurale di Santa Eurosia, purtroppo tanto diroccata da dover essere puntellata da grosse travi. Un poco più avanti, sbuca dal verde la tranquilla "villa Celi". Quasi sotto al paese, in un restringimento della strada, ci si para dinnanzi un'altra chiesa rurale: la chiesuola di Santa Maria delle Grazie, con il tetto a travicelli ed un pregiato dipinto della Madonna (sec. XV) di cui è sconosciuto l'autore.

Saliamo in centro dopo un paio di angusti toccanti.

Anche qui il Medio Evo è di casa. Non per nulla il nome indica un Castello che ha ottenuto il libero mercato, la "franchigia".

Lasciamo l'auto dinnanzi al convento dei francescani di San Rocco che dovremo visitare per due interessanti affreschi, entrambi del XV secolo: una Natività ed una Crocefissione.

Ci affacciamo alla balconata, quasi una finestra sull'infinito, che guarda la campagna e i centri vicini.

Saliamo al castello attraverso una porta di più recente datazione. La sovrasta un orologio e una campana racchiusa da una non edificante struttura in ferro, sostituzione inefficace della superba vela campanaria di una volta.

Siamo nella piazza grande. A nord, confinante con il palazzo comunale i cui antichi sotterranei medievali sarebbe interessante visitare, si apre la porta "da bora", che a sua volta ci immette sui ben tenuti giardinetti e sulla chiesa di San Pietro apostolo a suo tempo edificata su progetto del G. Sacconi. La chiesa fu costruita in sostituzione di quella che sorgeva all'interno del castello.

Prendendo la strada per M.S. Pietrangeli, dopo la ben conservata Villa Sagrini, sostiamo dinnanzi ad un quadrivio, al cui centro sorge la chiesa rurale dei Crocefisso, un tempo sede, l'ultima domenica di settembre o la prima di ottobre, di una grande festa popolare e di una altrettanto attesa scampagnata con merenda.

homepage.gif (99724 byte)  comuni.gif (81072 byte)