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| PORTO SAN
GIORGIO, ALT. 5m. Originariamente è un villaggio di pescatori con approdo sul Fosso Rio, che risente dell'influenza dei veneti e dei dalmati. Nel 1267 il Capitolo della Cattedrale lo cede al Comune di Fermo. Il futuro doge Tiepolo, ancora podestà fermano, fa erigere la Rocca. Il sistema di difesa viene perfezionato dal Visconti d'Oleggio. Durante il periodo napoleonico ottiene l'autonomia comunale. L'attuale nome gli viene conferito da Pio [X il 20 maggio del 1857 nel corso della visita al paese. |
Le mura castellane |
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Il porto turistico |
Eccolo, l'antico Castrum Sanctii Georgii. Famoso per i suoi quattro chilometri di spiaggia dorata da una finissima sabbia, i ritrovi ruggenti degli anni sessanta/settanta (primo fra tutti "Rivafiorita"), la mondanità di ieri e di oggi. Ma non solo. Perché il paese vecchio, e quel che ne rimane, conservano vestigia importanti di un passato illustre e glorioso. Ci accingiamo a visitarlo. Partendo dal Teatro (del 1817), restaurato proprio recentemente insieme all'accogliente piazzetta, che ospitò l'ancora quindicenne Eleonora Duse, e sulla facciata del quale la saggezza latina ammonisce: "Castigat ridendo mores". | ||
| Un
teatro piccolo ma prezioso, la cui volta presenta un dipinto del pittore sangiorgese
Sigismondo Nardi autore di affreschi nella Basilica di Loreto. Accanto al teatro
l'ottocentesca chiesa di San Giorgio dall'ampio interno e dalle tre navate sorrette
da colonne binate. Guarda l'edificio sacro la coetanea fontana centrale alla piazzetta su
cui si staglia la torre dell'orologio e, a destra, l'antico Ossario in procinto d'essere
restaurato. A fianco della chiesa e del vecchio cimitero, oltrepassato il cancello,
saliamo per una ripida scalinata verso Rocca Tiepolo. Dopo l'antica porta,
l'incanto medievale è forte: di fronte a noi s'erge possente e solitario il Mastio;
all'intorno dominano il mare, oggi più distante d'un tempo, le mura dalle merlature
guelfe, e il tutto è accucciato sotto la protezione di alti pini marittimi. Fu il
governatore di Fermo, Lorenzo Tiepolo, futuro doge di Venezia, ad alzare nel 1267 le
severe fortificazioni, a difesa dei borghi e delle navi che già da tempo commerciavano
con la Dalmazia. Le galee saracene, sempre in agguato, solcavano infatti il Golfo della
Serenissima da nord a sud con frequenti puntate e razzie nel Piceno. Ridiscendiamo in piazza San Giorgio e, superata la strada Fermana, prendiamo per Corso Castel San Giorgio. Dell'antico castello poco rimane, se non la porta ad arco gotico in fondo alla strada. A destra, per via Umberto Cerretani, rasentando le piccole abitazioni, un tempo marinare, raggiungiamo altre porzioni di mura medievali che s'elevano su orti e spazi verdi ben curati. Facendo il giro esterno della fortificazione, ci portiamo sotto l'altra Torre di avvistamento. Lì accanto, dopo un ampio parco che ha inglobato gran parte del vecchio Castello, sorge Villa Bonaparte (oggi proprietà della nobile famiglia Pelagallo). Costruita da Girolamo Bonaparte, l'ex re di Westfalia che scelse P.S.Giorgio a testimonanza del valore turistico di cui già nell'Ottocento la cittadina godeva. Usciti dall'antico incasato, siamo nella cittadina nuova. Da visitare è la chiesa barocca dei Suffragio (primi del secolo XVII) che custodisce al suo interno tele del Trevisani (Madonna in gloria e Trinità e Santi) e del Milani (Deposizione); e il settecentesco Palazzo Comunale con torre, dove si conserva un olio su tela del Gandolfi, il "San Giacomo fra due Santi" del 1775. Numerose sono le palazzine signorili che s' intrecciano con i vicoli più popolari. Angoli e piazzali verdi si alternano a nuovissime costruzioni. Il lungomare sangiorgese, arricchito di palme centenarie, debitamente valorizzato con pavimentazioni e illuminazioni a cui fanno da contraltare palazzine liberty, termina a sud con il grande porto turistico, "l'Approdo", di recente costruzione, capace di ospitare un migliaio di imbarcazioni. Al mattino presto, verso le sette, quando le lancette dei pescatori riguadagnano la riva, è possibile acquistare, a prezzo conveniente, parte del pescato. Per chi non volesse cimentarsi direttamente ai fornelli con "brodetti" e spaghetti alle vongole, esiste sempre l'alternativa dei tanti ristoranti, osterie e chalet capaci di pranzi sopraffini a prezzi ancora convenienti. Rimanendo in tema di pesce e di fritture, non dobbiamo dimenticare la grande manifestazione estiva (seconda metà di luglio) della Padella Gigante, momento di festa durante il quale i valenti cuochi sangiorgesi dimostrano la loro perizia alle prese con una padella, appunto, dalle dimensioni inusuali: 5 metri di diametro, manico di 8 metri, peso di 50 quintali. Ricco di impianti sportivi, P.S. Giorgio eccelle a livello nazionale nella pallacanestro e nella ginnastica artistica. Prima di lasciare la cittadina, è bene dare un'occhiata ad altre ville nobiliari: Villa Clarice, lungo la strada nazionale, appoggiata su di una collinetta sotto l'autostrada e segnalata dall'ampio parco che la precede, e Villa Marina, tra la Nazionale e corso Cavallotti, di recente dichiarata di grande interesse storico ed artistico. Verso la collina, in un luogo incantevole tra il verde ha sede il Centro Mondiale del Cammino Neocatecumenale fondato dal pittore spagnolo Kiko Arguello. Nel 1988 il Centro ha ricevuto la visita di Giovanni Paolo II. |
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