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MAGLIANO, ALT. 293 m.

Il Castello, continuamente conteso tra Fermo e Montegiorgio per le sue peculiarità logistiche, risale all'anno Mille. Suo fondatore fu, a quanto sembra, il condottiero mercenario Malleani. Gli archivi con materiale storico prezioso sono andati completamente distrutti in seguito ad un incendio. La più antica memoria è un rogito notarile del 1293. Durante l'occupazione francese viene aggregato al cantone di Montegiorgio. Successivamente, con la Restaurazione torna a far parte della Delegazione di Fermo.

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Panorama Magliano di Tenna, sullo sfondo Fermo

Appuntamento, come d'abitudine, alla piazzetta del teatro di P.S. Giorgio. Obiettivo: Magliano di Tenna, gioiellino storico dell'entroterra.

Filiamo lungo la superstrada per Fermo. Alla sua periferia, prendiamo a destra, scendendo verso la vallata del Tenna. Superato il ponte, seguiamo l'indicazione "Ippodromo San Paolo". A sinistra ci lasciamo il grande stabilimento della Sadam, azienda leader nella produzione dello zucchero. Ancora qualche chilometro punteggiato da nobili residenze di campagna (come Poggio San Gaetano), e raggiungiamo le Piane di Magliano. Ce ne accorgiamo dai numerosi insediamenti industriali nati di recente e dal nuovissimo Centro Commerciale.

Il piccolo paese, grazioso ed arroccato a monte, guarda il corso dei fiume sottostante come una sentinella sul chi vive.

Le nuove case gli si sono adagiate ai piedi tutt'intorno, così come il campo di calcio che d'estate si anima della presenza di star della canzone, o il cimitero, secoli fa abitato da un cenobio di religiosi detti "Gregoriani".

Entriamo in paese parcheggiando dinnanzi all'ufficio postale, giusto dirimpetto alla "porta da bora", che raggiungiamo dopo pochi scalini. Era questo l'unico ingresso al castello, per secoli conteso da Fermo e M. Giorgio. La porta ha l'arco a sesto acuto, al suo interno c'è ancora un'ampia feritoia e vestigia del portale da cui muoveva il ponte levatoio. Resistono al tempo alcuni torrioni slabbrati di cui uno, il più solenne (sec. XV), attesta l'importanza strategica del piccolo paese.

All'interno la disposizione delle case, la maggior parte delle quali ristrutturate, ha una conformazione che i tecnici chiamano a corona.

Il giro è rapido. Prendendo da destra, raggiungiamo subito la piazza. E' quasi un anfiteatro. Lo usano, d'estate, per allestirvi spettacoli teatrali ad uso di turisti in cerca di fresco e suggestioni.

Sorge qui la chiesa parrocchiale "Pievania di San Gregorio Magno", nata sui resti di un ampio edificio farfense di cui fa fede una cappellina affrescata con una Madonna che tiene in braccio Gesù in compagnia di S. Vittoria e S. Lucia. L'affresco (sec. XV), si dice, è da attribuirsi a V. Pagani. Anche la tela della Crocefissione (del 1700? di autore bolognese?), riposta nella stessa cappella, avrebbe un suo decoro.

Ridiscendiamo in auto, prendendo verso Rapagnano, dopo aver visitato in aperta campagna la chiesa della Madonna delle Grazie i cui affreschi del '500 sono in fase di restauro. 

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