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MONTE SAN PIETRANGELI

ALT. 247 m.

Il primo nucleo del paese è sorto intorno all'abbazia fondata nel 1080 dai monaci benedettini di San Pietro di Ferentillo (Terni). Nel 1164 Federico I lo donò ai Canonici della Cattedrale di Fermo dai quali passò nel 1266 al comune di Fermo. Nell'epoca delle lotte tra Guelfi e Ghibellini si rifugiò nel Comune di parte guelfa la nobile famiglia, fiorentitina De Alleis donde il primitivo nome latino di S. Petri De Alleis. Nel dicembre del 1443 il Comune - unico nelle Marche - resistette per oltre un mese all'assedio di Francesco Sforza allontanato poi dal capitano di ventura Piccinino.

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Monte San Pietrangeli è centro calzaturiero e agricolo, equidistante dalle valli del Tenna e del Chienti e vanta una storia molto antica.

Il suo sviluppo stretto e longitudinale che segue l'andamento allungato del crinale, ci permette di attraversarlo da capo a fine senza mai dover tornare sui propri passi. Il paese comincia e finisce con due chiese monumentali collegate da una lunga via interrotta al centro da una piazza.

Il primo monumento che visitiamo è il convento dei frati minori conventuali dal silenzioso cortile e dal classico porticato.

Ci spostiamo nella chiesa barocca di San Francesco da cui svetta una maestosa torre campanaria opera dell'architetto Rosati. All'interno la chiesa custodisce un polittico del '500 attribuito a Giuliano da Fano, alcuni affreschi di arte popolare dello stesso secolo ed un organo Callido.

Più avanti, laddove sorgeva l'antico Palazzo dei Priori, ora possiamo notare incorporata nel teatro comunale, la torre che nella base quattrocentesca ha una piccola cappella gotica ricca di affreschi raffiguranti l'Annunciazione alla Madonna. All'interno del palazzo comunale scopriamo il Codice pergamenaceo degli Statuti Comunali risalente al 1482 scritto in gotico minuscolo (uno dei pochi ancora in Italia); una preziosa icona di Maria Vergine del tardo '500; e un'urna cineraria della famiglia romana dei Vezzii risalente al II secolo A.C.

Scendendo, è come se rimanessimo abbracciati dalla collegata di San Lorenzo. In stile neoclassico, la sua edificazione è stata seguita dall'architetto pontificio Giuseppe Valadier.

Entrati, notiamo ì dipinti del concittadino L. Fontana, un crocefisso artistico in legno del '500. Nelle due cantorie sovrastanti l'altare maggiore troviamo invece un moderno organo di 1285 canne. Non le abbiamo contate, ci fidiamo della parola del parroco. Suggestiva la tradizionale rievocazione del venerdì santo.

A M.S.Pietrangelí è stata fatta anche una parte della storia contemporanea. La cittadina ha dato i natali a don Romolo Murri, sacerdote e sociologo, ispiratore dei modernismo e della Democrazia Cristiana del 1900.

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